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Un paesano delle Roncole

Giuseppe Verdi: un paesano delle Roncole

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Partenza: la sponda emiliana

Partenza da qualsiasi località desiderata per dirigersi in pullman alla volta di Polesine Parmense (PR), situato sulla sponda emiliana del ‘Grande Fiume’. «Andare a Po» dicono da queste parti, a sottolineare che il fiume è un luogo prima che un corso d’acqua, un luogo ricco di storie, miti, leggende e personaggi...

 

 

«Verdi»

Durante il trasferimento i partecipanti assisteranno alla proiezione di alcune sequenze tratte dal famoso sceneggiato televisivo «Verdi», diretto da Renato Castellani (produzione RAI, 1982) ed interpretato da Ronald Pickup e Carla Fracci. Il filmato mostra l'infanzia del giovane Giuseppe Verdi e la Sua casa natale alle Roncole di Busseto (PR), delineando, attraverso aneddoti e fedeli ricostruzioni storiche, i primi anni di quel giovane che incanterà il mondo con le Sue composizioni.

 

 

Le terre verdiane

L'Emilia e, in particolare, la Bassa parmigiana e piacentina, sono legate indissolubilmente a Verdi ed alla Sua musica. In queste terre dove ogni azione dell'uomo ha un motivo antico d'essere, terre di padroni e contadini, di gèroi e scariolanti (sabbiatori e braccianti), di pescatori e bracconieri, terre dove le passioni si infiammano al caldo afoso dei campi, future terre di fascisti e comunisti, di partigiani e pure di anarchici, qui, insomma, sulla riva destra del Po, i partecipanti giungeranno a Polesine Parmense (PR). Descrizione del contesto circostante e successivo breve trasferimento diretti alla casa natale dell'illustre compositore.

 

 

10 ottobre 1813

Giuseppe Francesco Fortunino Verdi nasce il 10 ottobre 1813 in una modesta casa a Le Roncole, frazione di Busseto (PR), dal padre Carlo, oste e rivenditore di generi alimentari e dalla madre Luigia Uttini, filatrice. Visita alla casa natale ed ai luoghi dove cominciò a prendere forma il genio musicale di Verdi.

 

 

L'ospitalità emiliana

Pranzo all'insegna della vera ospitalità emiliana in una trattoria nella campagna della Bassa parmigiana.

 

 

«Speriamo non abbia coglionerie»

Verdi fu un amante della buona tavola e del buon vino. Lardo, salumi (prosciutto di Parma, coppa e Culatello), capponi, e poi Bordeaux, Champagne e la famosa Spalla cotta di San Secondo, che mandava spesso in regalo ad illustri amici come gli editori milanesi della famiglia Ricordi. Scriveva infatti, raccomandandosi all'amico che gli avrebbe trovato un cuoco: «Speriamo che sia veramente discreto cuciniere l'uomo che proponi, e che non abbia coglionerie per la testa». Piace pensare che il Maestro avrebbe gradito il menu riservato ai partecipanti...

 

 

Al cospetto del Genio

Terminato il pranzo, breve trasferimento a Sant'Agata. In questa isolata frazione di Villanova sull'Arda (PC), nel 1848, il compositore acquistò l'omonima tenuta e visse con la futura seconda moglie, il soprano Giuseppina Strepponi. Qui dove: «Questa profonda quiete mi è sempre più cara [...] È impossibile ch'io trovi per me ove viver con maggior libertà» – diceva Verdi – si visiteranno il rigoglioso parco, la villa e la camera con lo scrittoio dove creò opere indimenticabili come «Rigoletto», «Il trovatore» e «La traviata».

 

 

Un contadino tagliato alla buona

Giuseppe Verdi: musicista che incantò il mondo le cui opere vanno in scena in ogni angolo del globo, uomo di estrema cultura dal profilo internazionale e compositore riconosciuto fra i migliori di tutti i tempi. Ma vi è anche un Giuseppe Verdi più intimo che emerge visitando le Sue terre, un Verdi che, forse con qualche vezzo ironico, scrisse «Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole», «... Un contadino tagliato alla buona con l'alito di cipolla». Visitando i luoghi di questo paesano toccato dal genio, i viaggiatori scopriranno in Lui un abile fattore, un falegname, un magut (muratore), un architetto, un «facchino se occorre», un illuminato imprenditore attento ai conti della Sua tenuta e severo o, meglio, scrupoloso proprietario terriero.

 

 

Fra l'argine e il Tombone

Breve trasferimento diretti ad una incantevole cascina ottocentesca, raro esempio di corte in golena che insiste su quella striscia di terra fra l'argine maestro ed il Tombone (argine golenale del Po). Qui dove le piene del fiume agitano le abitudini contadine, i partecipanti potranno assaporare quelle atmosfere agricole così espresse da Verdi in una lettera all'amico Vigna: «Da mattina a sera sono sempre fra i campi, fra boschi, in mezzo a paesani e bestie... Alle migliori però, le quadrupedi».

 

 

«Si sente la vanga nella Sua musica»

Durante il tragitto, visione di un'ulteriore sequenza tratta dallo sceneggiato di Castellani dove ben si apprezza il legame di Verdi con queste terre della Bassa lambite dal fiume.

 

 

«Il cuore palpita»

Immersi nelle terre verdiane, suggestivo ascolto delle più celebri arie d'opera del Cigno di Busseto. Fra vecchie case coloniche, campi coltivati e filari di pioppi a fare da scenografia, suoni ed emozioni accompagneranno i viaggiatori nelle opere verdiane, in questo teatro naturale offerto dal paesaggio dove Verdi scrisse: «Quando sono fra me e me alle prese con le mie note, allora il cuore palpita, le lacrime piovono dagli occhi e la commozione e i piaceri sono indicibili».

 

 

«Va, pensiero»

L'ascolto termina con la più famosa delle arie verdiane: il coro del «Va, pensiero». Tratto dal «Nabucco», narra la vicenda del popolo ebraico prigioniero in terra di Babilonia che, sulle sponde del fiume Eufrate, lamenta la patria perduta. I partecipanti apprezzeranno come in Verdi queste campagne, queste terre ed il Po stesso fossero di ispirazione per comporre le sublimi note della Sua musica. E con quella medesima ispirazione il «Va, pensiero» condurrà gli spettatori dalle rive del Po fin sulle sponde dell'Eufrate, là dove «sull'ali dorate»...

 

 

Conclusione

Il viaggio nel tempo de «I Navigli di ieri nel mondo di oggi»® termina in serata con il rientro al punto di partenza.

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