Un nuovo modo di viaggiare: riscoprire il passato per stupirsi del presente™

Dal lago al Duomo

Dal lago al Duomo: il Ticino e la Miorina

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Partenza: Sesto Calende e il Ticino

Partenza da qualsiasi località desiderata diretti alla volta di Sesto Calende (VA). In comodi bus/minibus con accompagnatore si raggiungeranno le rive del fiume Ticino, nel punto in cui, uscendo dal Lago Maggiore, ha inizio il suo percorso fra Lombardia e Piemonte.

 

 

«Là dove nasce il Duomo»

Giunti in prossimità del 'Fiume azzurro', fra le rarefatte atmosfere del Verbano, prima "tappa multimediale": attraverso monitor e schermi portatili i viaggiatori assisteranno al documentario «Là dove nasce il Duomo». Il filmato (produzione RAI 2004 per la regia di Piero Farina) mostra l'antica 'Via dei marmi' percorsa, nei secoli passati, dai barconi carichi del prezioso materiale necessario alla costruzione dell'imponente opera. Estratto dalle cave di Candoglia a nord-ovest del Lago Maggiore, il marmo veniva trasportato per un centinaio di km fino al Duomo di Milano, lungo il tratto finale del fiume Toce, il lago, il fiume Ticino ed infine il Naviglio Grande. Naviglio che, fino al 1857, arrivava proprio nel cuore della città, nell'antico laghetto di Santo Stefano (oggi via Laghetto), a pochissima distanza dalla cattedrale meneghina.

 

 

Navigazione lungo il 'Fiume azzurro'

Dopo la virtuale immersione nel mondo dei "Navigli di ieri", ritorno al presente: imbarco su di una lancia e navigazione lungo l'asta iniziale del fiume Ticino. L'itinerario percorre un territorio ricco di specie animali e vegetali, classificato riserva della biosfera ed inserito dall'UNESCO fra i patrimoni dell'umanità da tutelare.

 

 

Trasbordo nella conca leonardesca

All'altezza della diga della Miorina, si potrà rivivere «L'ebbrezza dei trasbordi di un tempo» utilizzando l'antica conca leonardesca. Vero e proprio "ascensore d'acqua", permetterà di superare il dislivello esistente fra i due segmenti del fiume come avveniva all'epoca del genio Leonardo da Vinci.

(Se le condizioni del fiume non fossero adatte al trasbordo, l’itinerario nautico alternativo prevede la visione della conca dall’acqua o da terra).

 

 

Gustoso pranzo

Giunti in località Trota Vagabonda, un caratteristico ristorante dalle panoramiche vetrate affacciate sul Ticino accoglierà i turisti, per un pranzo a base di specialità locali. Gusto e paesaggio si uniscono nell'offrire un ottimo menu.

 

 

Il Naviglio che ricostruì Milano

Terminato il pranzo, trasferimento alla volta di Castelletto di Cuggiono (MI), per immergersi in pieno nelle atmosfere del Naviglio Grande. Da qui, fino alla fine degli anni Settanta, partivano i barconi diretti in Darsena. Gli stessi barconi che, nell'immediato dopoguerra, con strade e ferrovie distrutte e un'Italia da ricostruire, furono fondamentali per rifornire il capoluogo lombardo di sabbia e gera (ghiaia) estratte dalle cave della zona. Il Naviglio che per secoli portò a Milano tonnellate e tonnellate di merci, tornava così ad essere protagonista nella sua ricostruzione.

 

 

Memoria: gli ultimi barconi

In esclusiva per la 'Viaggi in corsivo', il tour si arricchisce di una splendida tappa: nella affascinante cornice della Cascina Biglia, all'interno di una cava ancora in attività, si ammireranno gli ultimi due barconi rimasti dopo secoli di storia. Un tuffo nel passato che stupirà chi non conosce il mondo dei Navigli e riporterà ai tempi dell'infanzia quelli che, oggi con qualche capello bianco in più, videro le cariche e mastodontiche imbarcazioni scivolare sull'acqua, in navigazione verso Milano...

 

 

«Ona strada bagnada»

Lasciamo il presente per tornare al passato: in un antico convento domenicano del XIV secolo recentemente ristrutturato (oppure nella cascina sopra desritta - vedere programma dettagliato), visione del pluripremiato cortometraggio, scritto e diretto da Lamberto Caimi, «Ona strada bagnada». Prodotto dalla Green Movie Group interamente in dialetto milanese (con sottotitoli in italiano), il filmato narra in prima persona i ricordi dolci e amari dell'ultimo barcaiolo, ormai rimasto senza barcone e senza lavoro, in una Milano incalzata dal progresso. Nel lontano venerdì 30/3/1979 infatti, nella grande metropoli resa tale anche dal prezioso contributo dei suoi canali artificiali, giungeva in Darsena, dopo aver attraversata la verde provincia lombarda, l'ultimo barcone carico di sabbia, calando definitivamente il sipario sul trasporto commerciale via Navigli. Scoprire le alzaie immerse nella scighera (nebbia) e rivivere le fatiche dei barchirö (barcaioli), che in questi luoghi hanno navigato e vissuto per secoli, essendo spettatori in questi stessi luoghi, lungo queste stesse alzaie, renderà unica la visione del filmato.

 

 

«L'albero degli zoccoli»

E infatti, come recita il titolo «I Navigli di ieri nel mondo di oggi», basta cercare per trovare scorci di un mondo che fu tra le pieghe del presente. Prova ne è il borgo di Castelletto di Cuggiono dove, all'ombra dell'imponente Villa Clerici, si rivivranno i Navigli del passato e le agresti atmosfere contadine visionando alcune sequenze di un capolavoro del cinema italiano. Proprio qui, sotto le arcate dell'antico ponte sul Naviglio Grande, Ermanno Olmi ritrovò quel mondo, fatto di cascine e tradizioni, dove vennero girate alcune scene de «L'albero degli zoccoli»...

 

 

Nei luoghi del film

Dallo schermo alla realtà, per un'originale esperienza cineturistica: in visita ai luoghi del film. Il caratteristico ponte in pietra, il celebre imbarcadero, Villa Clerici, e poi, ancora, la graziosa piazzetta di Castelletto di Cuggiono, dove giunsero i giovani sposi ritratti nella pellicola di Olmi prima di imbarcarsi per il lungo viaggio verso Milano.

 

 

Il cuore del Naviglio

Trasferimento a Robecco sul Naviglio: incantevole paese adagiato sulle rive del Naviglio Grande ed immerso nel verde dei giardini nobiliari di un tempo.

 

 

Le 'Ville di delizia'

Breve passeggiata fra le ville storiche di Robecco. Definite 'Ville di delizia' dallo scrittore Marc'Antonio dal Re, fin dal Cinquecento vi soggiornarono numerosi nobili che, attratti dagli incantevoli paesaggi rurali a ridosso del Naviglio, vi passavano le loro giornate in ozio e agiatezza, coltivando intense relazioni sociali ed appagando i piaceri del corpo e dello spirito.

 

 

Le canzoni dialettali*

Ultima "tappa multimediale": simpatico ascolto di vecchie canzoni popolari milanesi. Continua il viaggio nella memoria in cui presente e passato si fondono, uniti dall'eterna linea del dialetto...

* Opzione facoltativa: vedere programma dettagliato.

 

 

Rüsümada e barbajada*

In una locanda in riva al Naviglio, gran finale più che rilassante per una merenda all’insegna dei ricordi lombardi. Nei luoghi di delizia si tornerà bambini gustando l’intramontabile rüsümada in versione estiva oppure la milanesissima barbajada, accompagnate da biscotti artigianali fatti in casa.

* Opzione facoltativa: vedere programma dettagliato.

 

 

Conclusione

Il viaggio nel tempo dei Navigli di ieri nel mondo di oggi termina in serata con il rientro al punto di partenza.