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Dal lago al Duomo

Dal lago al Duomo: navalestri, paroni e barcaioli

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Partenza: Stresa e il Verbano

Partenza da qualsiasi località desiderata per dirigersi in pullman alla volta di Stresa (VB). Qui, fra rigogliosi giardini e splendide ville signorili, si raggiungeranno le rive del Lago Maggiore all'altezza del Golfo Borromeo, per ammirare le Isole Borromee ed il Verbano da uno dei suoi punti più incantevoli.

 

 

«Là dove nasce il Duomo»

Durante il trasferimento i viaggiatori assisteranno al documentario «Là dove nasce il Duomo». Il filmato (produzione RAI 2004 per la regia di Piero Farina), mostra l'antica 'Via dei marmi' percorsa, nei secoli passati, dai barconi carichi del prezioso materiale necessario alla costruzione dell'imponente opera. Estratto dalle cave di Candoglia a nord-ovest del Lago Maggiore, il marmo veniva trasportato per un centinaio di km fino al Duomo di Milano, lungo il tratto finale del fiume Toce, il lago, il fiume Ticino ed infine il Naviglio Grande. Naviglio che, fino al 1857, arrivava proprio nel cuore della città, nell'antico laghetto di Santo Stefano (oggi via Laghetto), a pochissima distanza dalla cattedrale meneghina.

 

 

Navalestri, paroni e barcaioli

Dopo la virtuale immersione nel mondo dei "Navigli di ieri", ritorno al presente: imbarco e navigazione lungo la 'Via dei marmi'. Partendo da Stresa, si percorrerà il lago fino alla sua estremità meridionale, per imboccare poi il fiume Ticino e sbarcare a Sesto Calende (VA). Proprio come gli antichi navalestri che governavano le pesanti imbarcazioni, i partecipanti navigheranno verso sud, scorgendo il 'Colosso di San Carlo', meglio noto come 'San Carlone' e la Rocca di Angera. Così descriveva queste atmosfere Piero Chiara, in un articolo sul Corriere del 1982: «Nessuno degli uomini che condussero per secoli su e giù per il lago quelle baracche lascia memoria delle sue navigazioni, che furono certamente le più favolose che il bacino verbalmente abbia concesso. Le acque purissime, il cielo terso, la luce delle albe e dei tramonti, la linea delle montagne, le morbide curve degli arenili, la sagoma dei promontori e la stupefacente apparizione delle isole debbono avere riempito di dolcezza i semplici cuori di quella inimmaginabile marineria».

 

 

A guisa di locomotive

Al termine della navigazione si sbarcherà a Sesto Calende, dove il fiume Ticino, uscito dal Lago Maggiore, prosegue il suo percorso fra Lombardia e Piemonte. Qui i navalestri consegnavano il carico ai paroni: esperti piloti che affrontavano i rischi del fiume e le sue undici rapide navigando, si legge nel «Repertorio mensile di studj applicati» del Politecnico di Milano datato 1841, «... a guisa di locomotive, con una spaventevole velocità». Al termine di questa impervia avventura, i navalestri giungevano a Tornavento (NO), dove ha inizio il Naviglio Grande. I barconi passavano di mano e venivano condotti a Milano dai barcaioli, ultima stirpe di quel mondo ormai ricordo.

 

 

Pranzo sul 'Fiume Azzurro'

Breve trasferimento diretti a Varallo Pombia (NO), in località Trota Vagabonda. Un territorio, quello del bacino fluviale del Ticino, ricco di specie animali e vegetali, classificato riserva della biosfera ed inserito dall'UNESCO fra i patrimoni dell'umanità da tutelare. Qui, un caratteristico ristorante dalle panoramiche vetrate affacciate sul 'Fiume Azzurro' accoglierà i visitatori, per un pranzo a base di specialità locali. Gusto e paesaggio si uniscono nell'offrire un succulento menu.

 

 

Il Naviglio che ricostruì Milano

Terminato il pranzo, trasferimento alla volta di Castelletto di Cuggiono (MI), per immergersi in pieno nelle atmosfere del Naviglio Grande che fu. Siamo nell'Ottocento: con l'avvento di treni, strade e motori finisce l'epopea dei trasporti via acqua che giungevano fin dal lago ma prosegue altrettanto floridamente la navigazione sul solo Naviglio Grande. Da qui infatti, fino alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, partivano i barconi diretti in Darsena, l'antico porto milanese. Gli stessi barconi che, nell'immediato dopoguerra, con strade e ferrovie distrutte e un'Italia da ricostruire, furono fondamentali per rifornire il capoluogo lombardo di sabbia e gera (ghiaia) estratte dalle cave della zona. Il Naviglio che per secoli portò a Milano tonnellate e tonnellate di merci, tornava così ad essere protagonista nella sua ricostruzione.

 

 

Memoria: gli ultimi barconi

In esclusiva per «I Navigli di ieri nel mondo di oggi»®, il tour si arricchisce di una splendida tappa: nella affascinante cornice della cascina Biglia, all’interno di una cava di sabbia ancora in attività, si ammireranno gli ultimi due barconi rimasti dopo secoli di storia. Un tuffo nel passato che stupirà chi non conosce il mondo dei Navigli e riporterà ai tempi dell'infanzia quelli che, oggi con qualche capello bianco in più, videro le cariche e mastodontiche imbarcazioni scivolare sull'acqua, in navigazione verso Milano...

 

 

«Ona strada bagnada»

Lasciamo il presente per tornare al passato: in un antico convento domenicano del XIV secolo recentemente ristrutturato, visione del pluripremiato cortometraggio, scritto e diretto da Lamberto Caimi, «Ona strada bagnada». Prodotto dalla Green Movie Group interamente in dialetto milanese (con sottotitoli in italiano), il filmato narra in prima persona i ricordi dolci e amari dell'ultimo barcaiolo, ormai rimasto senza barcone e senza lavoro, in una Milano incalzata dal progresso. Nel lontano venerdì 30/3/1979 infatti, nella grande metropoli resa tale anche dal prezioso contributo dei suoi canali artificiali, giungeva in Darsena, dopo aver attraversata la verde provincia lombarda, l'ultimo barcone carico di sabbia. Calava così definitivamente il sipario sul trasporto commerciale via Navigli. Scoprire le alzaie immerse nella scighera (nebbia) e rivivere le fatiche dei barchirö (barcaioli), che in questi luoghi hanno navigato e vissuto per secoli, essendo spettatori in questi stessi luoghi, lungo queste stesse alzaie, renderà unica la visione del filmato.

 

 

«L'albero degli zoccoli»

E infatti, come recita il titolo «I Navigli di ieri nel mondo di oggi»®, basta cercare per trovare scorci di un mondo che fu tra le pieghe del presente. Prova ne è il borgo di Castelletto di Cuggiono dove, all'ombra dell'imponente Villa Clerici, si rivivranno i Navigli del passato e le agresti atmosfere contadine visionando alcune sequenze di un capolavoro del cinema italiano. Proprio qui, sotto le arcate dell'antico ponte sul Naviglio Grande, Ermanno Olmi ritrovò quel mondo, fatto di cascine e tradizioni, dove vennero girate alcune scene de «L'albero degli zoccoli»...

 

 

Nei luoghi del film

Dallo schermo alla realtà, per un'originale esperienza cineturistica: in visita ai luoghi del film. Il caratteristico ponte in pietra, il celebre imbarcadero, Villa Clerici, e poi, ancora, la graziosa piazzetta di Castelletto di Cuggiono, dove giunsero i giovani sposi ritratti nella pellicola di Olmi prima di imbarcarsi per il lungo viaggio verso Milano.

 

 

Il cuore del Naviglio

Trasferimento a Robecco sul Naviglio: incantevole paese adagiato sulle rive del Naviglio Grande ed immerso nel verde dei giardini nobiliari di un tempo.

 

 

Le 'Ville di delizia'

Breve passeggiata fra le ville storiche di Robecco. Definite 'Ville di delizia' dallo scrittore Marc'Antonio dal Re, fin dal XVI secolo vi soggiornarono numerosi nobili che, attratti dagli incantevoli paesaggi rurali a ridosso del Naviglio, vi passavano le loro giornate in ozio e agiatezza, coltivando intense relazioni sociali ed appagando i piaceri del corpo e dello spirito.

 

 

Conclusione

Il viaggio nel tempo de «I Navigli di ieri nel mondo di oggi»® termina in serata con il rientro al punto di partenza.

Realtà virtuale

Di paese in paese
Naviga lungo il Naviglio Grande
Nell'attesa di partire, scopri il nuovo 'Visual Lombardia': turismo reale e realtà virtuale, navigando lungo il Naviglio...

Maestoso ed eterno
Entra nel Duomo di Milano
Visita la famosa cattedrale meneghina e immergiti nei suoi silenzi...